Diritti

Finalmente la tutela degli orfani dei femminicidi

21 dicembre 2017

La violenza sulle donne e i minori è più grave se in famiglia. il senato capovolge le ultime vestigia del delitto d’onore.

 

L’Italia chiude la Legislatura con il primato europeo per prevenzione e sostegno agli orfani dei femminicidi. “Seppelliamo le ultime menzogne del passato” annuncia la Senatrice Emma Fattorini: “Le violenze non hanno niente a che fare con l’amore e la famiglia mentre gli unici uomini degni di questo nome sono quelli che non le commettono.   Dobbiamo sconfiggere gli ultimi retaggi della cultura del delitto di onore." Ma in Est Europa la misoginia e la complicità sono ancora politica corrente del populismo di destra.

ROMA 21 DICEMBRE – “L’Italia è il primo Paese europeo per la prevenzione e il sostegno alle donne e ai minori vittime di violenze”. Lo annuncia la senatrice Emma Fattorini salutando l’ultimo voto in Senato che eleva i legami di consanguineità e la presenza di relazioni affettive ad aggravanti del delitto. 

 

In pratica, perciò, gli uomini che commettono violenze su donne e bambini con i quali abbiano relazioni di sangue o sentimentali sconteranno pene più dure.

 

“Con questo voto – continua la senatrice – si ribadisce una verità fondamentale: le violenze non sono e non possono essere considerate in nessun modo una forma di amore, seppur distorta ed estrema. Le violenze, oltre che un crimine, sono un tradimento della fiducia, del rispetto, della promessa di protezione. Con questo provvedimento si cancella la cultura del delitto d’onore che, abrogato tardivamente solo nel 1981, riemerge con odiosa forza subliminale quando si afferma che la passione, la gelosia, il possesso abbiano qualcosa a che fare con l’amore. Sono, invece e molto spesso, il prodotto di debolezza, solitudine e fragilità. Nel momento in cui si parla tanto di fragilità dei maschi, del loro sentirsi assediati e privati del loro ruolo, dobbiamo ribadire che non è la violenza e il dominio ciò che rende un uomo degno di questo nome: è la forza di rifiutarli e di non sentirne il bisogno”.

Il voto al Senato corona una Legislatura che è iniziata con la ratifica della Convenzione di Istanbul ed è continuata con l’istituzione della Commissione sul femminicidio e con l’incremento da 340 a 500 milioni di Euro dei fondi destinati ai centri antiviolenza. 

Nel 2013 la Convenzione vincolava giuridicamente gli Stati ad integrare prevenzione, protezione, azione penale e politiche; nel 2017 una cabina di regia congiunta coordina prevenzione e sostegno dalla scuola alla polizia, dai pronti soccorso al controllo sulla pubblicità.

“Ci presentiamo in Europa con un vero traguardo – conclude la senatrice – ma questa battaglia di umanità – perché le violenze contro le donne e i minori sono crimini contro l’umanità e l’uguaglianza – non è vinta. La destra xenofoba e populista al governo in molti Paesi dell’Est Europa continua a rifiutare la Convenzione di Istanbul e i suoi principi. Secondo i parlamentari polacchi a Bruxelles le leggi contro la violenza minerebbero la stabilità della famiglia, intaccherebbero le radici dei principi cattolici, minaccerebbero il cuore delle tradizioni”.

È questo ciò che dobbiamo affrontare: una nuova ondata di oscurantismo che sta macchiando il Continente. Lottare contro la violenza sulle donne significa lottare per il futuro di tutti le donne e di tutti gli uomini giusti in Europa”.