Diritti

Per i diritti senza fazioni

06 aprile 2017

 

Nella fragilità della politica, tra i tanti segnali di degrado, dobbiamo tutti riflettere sul modo in cui i diritti, quelli che riguardano da vicino la vita concreta delle persone, siano a volte usate in modo sguaiato, meramente propagandistico, corporativo, come puro allargamento quantitativo. E che, purtroppo, questo avvenga anche in un partito come il Pd, sia pure, per fortuna, da parte di settori minoritari, magari in cerca di visibilità personale.

I diritti sono una cosa seria, non vanno solo decantati ma attuati, con realismo e mediazioni alte, come nella migliore tradizione della nostra cultura giuridica. Pensiamo alle ampie alleanze ottenute intorno al diritto di famiglia, al divorzio, e all'aborto. E pensiamo al grande successo ottenuto dal governo Renzi con l'approvazione della legge sulle unioni civili, una legge giusta, civile, raggiunta con un consenso largo perché senza forzature.

E ora è giusto procedere su quella strada è giusto accelerare la legge sullo ius soli, che completa nello spirito e nei fatti il decreto Minniti recentemente varato, perché riconoscendo i diritti ai nati sul suolo italiano dà un segnale di prospettiva all'integrazione.

È giusto approvare una legge saggia e seria sul fine vita, che non sia una porta per l'eutanasia, e che consenta però di assecondare la volontà del paziente di scongiurare ogni accanimento terapeutico. È urgente mettere mano alla disciplina delle adozioni rendendole più accessibili, più rispondenti alle nuove situazioni familiari e insieme ribadendo il più netto rifiuto alla pratica della maternità surrogata già presente nella legge 40. Una legge peraltro già giustamente smantellata dalle sentenze ma che contiene il giusto divieto dell'utero in affitto. Un divieto ribadito dalle più alte istanze del diritto internazionale.

Perché si apre una nuova stagione dei diritti che richiede il coraggio delle vere novità. È davvero di avanguardia capire il nuovo senso della libertà che è tale solo se coniugata con il limite e la responsabilità.

Rilanciamo la maternità, sul serio non in modo epigodico ma strutturalmente, poniamoci senza pregiudizi il problema della sterilità, in aumento vertiginoso.

Insomma risolleviamo il livello penoso, inqualificabile che sta conoscendo lo scontro sui diritti civili in nome di obiettivi solo fintamente modernisti e che sono invece rivolti all'indietro, al biologismo ottocentesco. Uno scientismo incapace di comprendere la vera crisi delle relazioni tra le persone nelle nostre società.

Il nostro è un appello a tutte le anime del Pd affinché approfitti del congresso, per discutere seriamente in un tavolo dei diritti, senza insulti, superficialità e faziosità e che si rivolga a tutte le forze politiche: creiamo un fronte trasversale di persone sagge, oneste e moderne per un vero riformismo dei diritti.

 

di Emma Fattorini e Rosa Maria Di Giorgi 

Pubblicato in data odierna su l'Unità