Referendum

Da Sturzo al Sì al referendum - Presentazione Manifesto

24 novembre 2016

Dire che i toni si siano fatti aspri, estremi, è ormai un eufemismo. Agli insulti che ci vengono rivolti sembra inusuale rispondere con un ragionamento, pacato e che si fondi addirittura sulla storia.

E invece è proprio quello che alcuni di noi hanno provato a fare in un documento «Da Sturzo al Sì al Referendum» che è stato presentato questa mattina a Roma nella Sala Stampa Estera, proprio dove l'altro ieri il No ha minacciato il Sì, accusando preventivamente di brogli elettorali.

Perché, nonostante il clima da rissa, attraverso questo manifesto invitiamo a ragionare e a farlo sulla storia, partendo da Sturzo, passando per la stagione referendaria degli anni Novanta del secolo scorso per arrivare, infine, al Sì al referendum del prossimo 4 dicembre.

In un'Italia straziata dai devastanti esiti della prima guerra mondiale, Sturzo fondò il Partito popolare nel 1919 per superare la storica estraneità delle masse popolari allo Stato. In modo davvero profetico, già nei primi anni della vita repubblicana, Sturzo mise però in guardia dal pericolo dello statalismo, dall'invadenza dello Stato nella società civile e nella vita economica e dai mali della partitocrazia.

E così, da un impianto proporzionalista, si espresse a favore del maggioritario. La sua posizione profetica rimase viva, nei decenni a seguire, nel cattolicesimo politico liberale e democratico che confluì in una comune, laica, cultura politica democratico-riformista.

A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, la crisi del «sistema» italiano esplose. E si impose una sua profonda riforma. E fu proprio in seno a quella tradizione liberale e democratica, a personalità di quel mondo come Scoppola, Elia, Segni e tanti altri, come Barbera e Pannella e a organizzazioni come la Fuci e le Acli, che nacquero i primi progetti di riforma e fu lì che si individuò anche lo strumento referendario come quello più idoneo a sbloccare un sistema politico che si mostrava incapace di una autoriforma.

Si pensava che non fosse possibile una rappresentanza legittimata senza maggiore trasparenza dei meccanismi di decisione. E senza un meccanismo che consentisse e favorisse l'alternanza al governo di forze programmaticamente alternative.

Tale movimento sfociò in due referendum: quello del '91 che portò all'abolizione delle preferenze e quello del '93 che pose le basi di una trasformazione del sistema elettorale in senso maggioritario.

 Era ben chiaro già allora a tutti la necessità e l'urgenza di intervenire anche a livello costituzionale per riavvicinare la politica ai cittadini. Fu questo il seme da cui nacque l'Ulivo prima e il partito democratico poi. Non c'è democrazia senza vera rappresentanza.

 Ma è artificioso contrapporre, come oggi si fa, rappresentanza e governabilità. Perché non c'è mai vera rappresentanza senza capacità di decisione.

Questo è tanto più vero oggi, in un quadro internazionale dove il vero rischio per la democrazia è il progressivo distacco delle persone dalla politica, dalla sua incapacità di decidere e di fare le cose.

Un esecutivo poi che risponda a un Parlamento più snello nelle procedure e più aperto alle domande che vengono dal basso - esemplare la nuova disciplina delle leggi di iniziativa popolare - dà voce alle nuove forme che assumono oggi i corpi intermedi: le persone, le famiglie, le associazioni di vita e di categoria, il volontariato, il tessuto delle imprese, le istituzioni locali, i sindacati.

 Sono questi infatti i più validi contrappesi democratici da rafforzare per rivitalizzare il Parlamento dove le opposizioni potranno tornare a svolgere una funzione realmente legittimata.

 

 

 Nell'incontro di oggi abbiamo discusso di tutto questo e di altro.  È stato un momento particolarmente interessante per partecipazione, livello delle presenze e qualità dei contributi.

Tra i firmatari del documento, molti dei quali hanno preso la parola, ci sono esponenti della FIM come Marco Bentivogli,  delle Acli tra i quali l'ex Presidente, Luigi Bobba,  della Cisl, come Mario Pezzanera e diversi dirigenti dell'Elis come Pierluigi Bartolomei  e Alberto Natoli, oltre  a personalità come Liliana Cavani , Susanna Tamaro, Alberto Melloni, Massimo De Angelis.  

Tra i presenti, anche diversi parlamentari, che hanno sottoscritto l’appello. Tra questi  Mauro Del Barba, Rosa Di Giorgi, Gian Piero Dalla Zuanna, Stefano Lepri e Anna Maria Parente.

La Mattinata è stata caratterizzata da diversi interventi che hanno animato una discussione sul merito della riforma sottolineando la continuità di una tradizione riformista del cattolicesimo politico che ha la sua naturale  origine nel cammino iniziato da Don Sturzo. Sostenere il Sì vuol dire essere custodi di questo passato per costruire un nuovo progetto politico che metta di nuovo al centro i cittadini.

La vera minaccia della democrazia è la distanza crescente delle persone dalla politica che non decide e non fa cose. Questa riforma inizierà a colmare questo divario. 

Votare Sì, al contrario di quello che si sente dire in questi giorni, è il modo migliore per ridare voce ai cittadini. Le tante, intense voci di questo incontro testimoniano la ricchezza di questa continuità, una vera e propria tradizione, quella del pensiero politico riformista cattolico, che dobbiamo serbare per l'unità e la forza del futuro del nostro Paese. 

Qualunque sarà l'esito referendario. 

 

Firmatari alla presentazione, in ordine alfabetico:

Mario Arcidiacono, Pierluigi Bartolomei, Alfredo Bazoli, Giorgio Benigni, Nicoletta Benigni, Marco Bentivogli, Sergio Betti, Luigi Bobba, Giuseppe Calicchia, Liliana Cavani, Stefano Collina, Emanuele Crestini, Giuseppe Cucca, Andrea Cucci, Anna Maria Cuculi, Zuanna Dalla Gian Piero, Massimo De Angelis, Francesco De Santis, Maurizio De Santis, Gianluca De Santo, Mauro Del Barba, Rosa Maria Di Giorgi, Mario Di Massa, Alessandro Di Tommaso, Nicola Di Tommaso, Alessandro Falessi, Emma Fattorini, Nicoletta Favero, Andrea Gatta Scuola, Igiene Gentili, Luigi Gentili, Maurizio Giovanazzi, Tommaso Giuntella, Carlo Guida Scuola, Stefano Lepri, Claudia Liberale, Gianni Mazzitelli, Roberta Mazzone, Alberto Melloni, Claudio Moscardelli, Flavia Nardelli, Alberto Natoli, Marco Neomartini, Roberto Neomartini, Francesco Nucci, Andrea Olivero, Giorgio Pagliari, Nicola Pagliuca, Ugo Papagni, Anna Maria Parente, Gianni Parili, Mario Pezzanera, Bruno Picker, Giampiero Pisciolini, Mario Primicerio, Alessandra Retrosi, Giorgio Santini, Raffaele Scamardi, Paolo Sorbi, Raffaella Taggi, Susanna Tamaro, Sandra Tarallo, Giorgio Tonini, Lucia Valeri.